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April 10 Elena, Bilbo y YoMercoledì 4 aprile 2007, ore 9.43.
Sono stanco e mi siedo. Scelgo una panchina più asciutta delle altre, o almeno di ciò mi convinco, e giro la seconda sigaretta quotidiana.
La giornata è iniziata presto e scomoda. Alle 6.30, tra Vitoria e Bilbao, mi svegliano gocce di pioggia che cadono dalla botola del bus posta esattamente sopra al mio sedile. Presto, scomoda e bagnata. Fortunatamente manca poco all'arrivo e ci sono altri posti liberi.
Alle 7 metto piede in città. Il cielo si sta rischiarando, nuvole, ma almeno non piove. Il mio zaino invece ha raccolto nel bagagliaio tutta la pioggia delle sette ore di viaggio che ha sicuramente inzuppato i pochi ricambi che ho. Attenderò comunque un momento migliore per verificare più di preciso lo stato delle cose.
La pioggia delle ultime ore mi impedirà certo di trovare una panchina asciutta per stendermi un po', penso, e opto dunque per addentrarmi nella città a piedi e mantenermi sveglio. Divoro passeggiando il panino con tortilla previdentemente preparatomi pensando alla condizione dell'uovo dopo dodici ore fuori frigo. Entro in un bar per un cafèconleche, cagata e calore. Prima sigaretta. Messaggio a De Leo perchè si faccia vivo appena sveglio. Leggo notizie di Batasuna e Athletic Club.
Decido, poco originalmente, di dirigermi verso il Guggenheim e bruciarmi così l'unica attrazione degna di nota della città., stando a quanto mi è stato detto. Se non altro potrò dedicare i giorni restanti al cazzeggio indiscriminato. Rimasto un poco deluso per le sue piccole dimensioni, o forse per il triste contrasto tra il grigio-titanio e il grigio del cielo, ridiscendo (credo) il fiume per qualche centinaia di metri che mi sembrano chilometri. L'incontro con la catena di una piattaforma petrolifera con anelli di 400 kg. l'uno accresce in me la sensazione di stanchezza e mi butto nel verde di un parco in cerca di riposo (leggasi: poggiare il culo).
h. 10.05: Todavia sin noticias de Andrea.
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Poi Andrea l'ho trovato, dopo sette ore di vagabondaggio per la città, abbiamo fatto festa con napoletani e altri Erasmus, finchè è partito per la sua amata città. Quindi è arrivata Elena ed è stato tutto ancora più piacevole, il mare, il Guggenheim, la città, le passeggiate lungofiume e le notti intime in una casa tutta per noi. Tutto con un affetto e un ardore che non avevo messo in conto, assolutamente non previsto, ma forse per questo più leggero e tollerante, che ci siamo meritati e non ho intenzione adesso di lasciarmi sfuggire. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://capidanov.spaces.live.com/blog/cns!D1A4A44EE04F2557!507.trak Weblogs that reference this entry
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